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NGC 2467, un mandrillo tra le stelle

03 Mar 2013 12:18 AM – Michele Diodati

La nebulosa a emissione NGC 2467, nella costellazione australe della Poppa, è una complessa area di formazione stellare che comprende oggetti posti a distanze differenti lungo la stessa linea di vista. Vi sono giovani stelle blu che emettono una potente radiazione ultravioletta, ammassi aperti, vaste nebulosità di gas ionizzato e stelle in formazione ancora avvolte nei loro bozzoli.

Immagine in campo grande centrata su NGC 2467, ricavata dalla Digitized Sky Survey 2. L'area osservata ha un'estensione angolare di meno di 2 gradi (<a href="http://f.cl.ly/items/1i200u3d2p2d352a1O1n/ngc2467_01.jpg">vedi anche in alta risoluzione</a>). Cortesia: DSS2 / Davide De Martin

Immagine in campo grande centrata su NGC 2467, ricavata dalla Digitized Sky Survey 2. L'area osservata ha un'estensione angolare di meno di 2 gradi (vedi anche in alta risoluzione). Cortesia: DSS2 / Davide De Martin

Scoperta nel 1784 da William Herschel, che la descrisse come una "nebulosa planetaria", NGC 2467 si trova a 1,5 gradi a sudest della supergigante gialla Asmidiske. È stata oggetto di diversi studi, nel tentativo di comprendere la relazione tra gli ammassi aperti in essa visibili, la formazione stellare in corso e le vaste nebulosità di gas ionizzato, che sembrano energizzate dalle giovani stelle blu visibili nella regione. La distanza dalla Terra è stimata tra 13.000 e 17.000 anni luce, con l'incertezza determinata principalmente dalla valutazione della sua possibile associazione con gli ammassi aperti.

La nebulosa NGC 2467 ripresa con il telescopio da 2,2 metri dell'ESO in Cile (<a href="http://f.cl.ly/items/1W1W3k2f3q2P2J3p0K0d/ngc2467_02.jpg">vedi anche in alta risoluzione</a>). Cortesia: ESO

La nebulosa NGC 2467 ripresa con il telescopio da 2,2 metri dell'ESO in Cile (vedi anche in alta risoluzione). Cortesia: ESO

Questa colorata immagine di NGC 2467 copre un’area di circa 30 minuti d'arco di lato ed è il frutto di 49 osservazioni con sei filtri differenti, compiute nel dicembre 2003 con lo strumento WFI del telescopio ESO da 2,2 m. Il colore rosso indica le emissioni di idrogeno ionizzato, il verde quelle di ossigeno doppiamente ionizzato.

La forma di NGC 2467 ricorda una sorta di teschio fantasma o, anche, a voler essere immaginosi, la testa di un mandrillo perso tra le stelle. Nella regione circolare color fucsia visibile sulla destra dell'immagine, corrispondente all’occhio più basso del "mandrillo", è situato l’ammasso aperto Haffner 19. Presso il centro dell’immagine, nella zona che corrisponde più o meno al "naso", si trova un altro ammasso aperto, Haffner 18, alla sinistra del quale, inclusa in una nebulosità rosa-fucsia, appare una stella in formazione, FM3060a, ancora avvolta dal suo bozzolo di polveri e gas.

Poco sotto il centro, sulla sinistra, all’interno di una vasta regione biancastra bordata di rosa, è annidata la stella che domina la regione. È la giovane, brillante e massiccia HD 64315, che sta velocemente erodendo e scolpendo le nubi di gas circostanti.

In alto a destra, sulla testa del "mandrillo", c'è un'altra stella notevole: HD 64568. È una giovane stella di sequenza principale, estremamente massiccia, luminosa e caldissima, prototipo della classe spettrale O3 V((f*)).

Immagine di NGC 2467 ottenuta il 5 dicembre 2004 con lo strumento GMOS del telescopio Gemini Sud in Cile (<a href="http://www.noao.edu/image_gallery/images/d2/ngc2467.jpg">vedi anche in alta risoluzione</a>). Cortesia: Gemini Observatory/Travis Rector, University of Alaska Anchorage

Immagine di NGC 2467 ottenuta il 5 dicembre 2004 con lo strumento GMOS del telescopio Gemini Sud in Cile (vedi anche in alta risoluzione). Cortesia: Gemini Observatory/Travis Rector, University of Alaska Anchorage

La distanza di Haffner 19 è stimata in 6,4 kpc (20.900 anni luce), quella di Haffner 18 in 5,9 kpc (19.200 anni luce), quella, infine, di S311, la nebulosa che avvolge la brillante HD 64315, in 6,3 kpc (20.500 anni luce). Ciò porrebbe questi oggetti nel braccio a spirale Perseo della Via Lattea. Va precisato, tuttavia, che tali distanze sono fonte di controversia tra gli astronomi, a causa di discrepanze tra i valori che si ottengono cinematicamente (cioè studiando il moto degli oggetti) e quelli ricavati fotometricamente. Secondo la fonte ESO, per esempio, la distanza di Haffner 18 è tra 25.000 e 30.000 anni luce, maggiore dunque di quella poco sopra riportata.

Una porzione di NGC 2467, ripresa dal telescopio spaziale Hubble nel 2004 usando il Wide Field Channel dell'Advanced Camera for Surveys. L'immagine fu acquisita in tre differenti filtri (F550M, F660N e F658N) con un tempo di esposizione totale di circa 2.000 secondi. Il campo osservato si estende per 3,5 minuti d'arco (<a href="http://www.spacetelescope.org/static/archives/images/large/heic1012a.jpg">vedi anche in alta risoluzione</a>). Cortesia: NASA, ESA, Orsola De Marco

Una porzione di NGC 2467, ripresa dal telescopio spaziale Hubble nel 2004 usando il Wide Field Channel dell'Advanced Camera for Surveys. L'immagine fu acquisita in tre differenti filtri (F550M, F660N e F658N) con un tempo di esposizione totale di circa 2.000 secondi. Il campo osservato si estende per 3,5 minuti d'arco (vedi anche in alta risoluzione). Cortesia: NASA, ESA, Orsola De Marco

NGC 2467 è soprattutto un'incubatrice di nuove stelle. Alcune giovani stelle sono già emerse dalle dense coltri in cui si sono formate e brillano intensamente di una calda luce blu, come mostra l’immagine acquisita da Hubble. Molte altre restano invisibili, ancora avvolte nei loro bozzoli. Il telescopio spaziale Spitzer, in grado di penetrare con la sua vista a infrarossi anche le zone più oscurate dalle polveri, ha scoperto in NGC 2467 ben 45 protostelle, per la maggior parte dislocate lungo i margini della regione di idrogeno ionizzato.

La nitidissima immagine prodotta da Hubble non è solo un omaggio alla bellezza, ma anche un’illustrazione dei processi astrofisici all’opera. I violenti flussi di radiazione provenienti dalle giovani stelle appena accese ionizzano il gas diffuso nel mezzo interstellare, che emette a sua volta radiazione, quando gli elettroni dei suoi atomi ricadono verso stati meno energetici. Le giovani stelle, inoltre, scolpiscono e spazzano via le nubi circostanti, erodendole con la propria pressione di radiazione.

Studi hanno dimostrato che la maggior parte della radiazione che spazza quest'area proviene da un’unica stella, HD 64315, la massiccia e brillante stella blu visibile nella zona superiore centrale dell’immagine. La potenza della sua radiazione ultravioletta ha già sgombrato la regione immediatamente circostante e, comprimendo il gas che viene spinto lontano, crea le condizioni per la nascita di una successiva generazione di stelle.

L'ammasso aperto Haffner 18 (<a href="http://www.eso.org/public/archives/images/original/eso0544b.jpg">vedi anche in alta risoluzione</a>). Cortesia: ESO

L'ammasso aperto Haffner 18 (vedi anche in alta risoluzione). Cortesia: ESO

L’ammasso aperto Haffner 18, posto visivamente porprio al centro di NGC 2467, è, nel suo complesso, una perfetta illustrazione dei processi di formazione stellare.

Nel centro dell’immagine qui riprodotta, catturata con lo strumento FORS2 del Very Large Telescope dell'ESO, appare un gruppo di stelle ormai mature, che hanno già dissolto le nubi all’interno delle quali si sono formate. Questo gruppo rappresenta il prodotto finito, ovvero il recente passato dell’attività di formazione stellare.

All’estremità inferiore sinistra dell’ammasso è visibile la giovanissima FM3060a, ancora avvolta dal suo bozzolo di polveri e gas. È l’immagine attuale, il presente della formazione stellare. Nell’angolo destro dell’immagine, infine, spesse nubi di polveri sono le nursery in cui si sta già formando una nuova generazione di stelle: sono il terzo stadio, il futuro della formazione stellare.

Haffner 18 contiene circa 50 stelle, molte delle quali sono stelle massicce, dalla vita breve e tumultuosa. Il bozzolo che inviluppa FM3060a si estende per circa 2,5 anni luce e si espande alla velocità di 20 km/s. Gli astronomi ritengono che si sia formato intorno a 40.000 anni fa.

La nebulosa a emissione NGC 2467 si trova a 1,5 gradi a sudest della supergigante gialla Asmidiske (ξ Puppis)

La nebulosa a emissione NGC 2467 si trova a 1,5 gradi a sudest della supergigante gialla Asmidiske (ξ Puppis)

Riferimenti

Tag: articoli, NGC 2467, Haffner 18, Haffner 19, nebulose a emissione, ammassi aperti, formazione stellare, telescopio spaziale hubble, osservatorio gemini

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