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ESO 306-17, un predatore senza più prede

18 Feb 2013 06:40 PM – Michele Diodati

La gigantesca galassia ellittica ESO 306-17, situata nella costellazione meridionale della Colomba. Cortesia: NASA, ESA, Michael West (ESO)

La gigantesca galassia ellittica ESO 306-17, situata nella costellazione meridionale della Colomba. Cortesia: NASA, ESA, Michael West (ESO)

In generale, le galassie possono essere considerate “sociali”: se ne vanno a spasso in gruppi e interagiscono frequentemente. Tuttavia, questa immagine del telescopio spaziale Hubble mette in evidenza come talune galassie preferiscano comportarsi da solitarie affamate. Simili stranezze cosmiche hanno posto gli astronomi di fronte al "caso" delle galassie vicine scomparse.

Situata a circa mezzo miliardo di anni luce dalla Terra, ESO 306-17 è una grande, brillante galassia ellittica del cielo meridionale, di un tipo noto come gruppo fossile. Gli astronomi usano questa terminologia per enfatizzare la natura isolata di tali galassie. Tuttavia, sono esse realmente dei fossili - cioè gli ultimi sopravvissuti di una comunità una volta fiorente - oppure c’è qualcosa di più sinistro? Può essere che ESO 306-17 abbia fagocitato i vicini della porta accanto?

La gravità tiene unite le galassie e quelle più grandi finiscono per inghiottire le più piccole. Ci sono prove che la nostra Via Lattea abbia usato come “spuntini” numerose galassie più piccole che le gironzolavano troppo vicino. ESO 306-17 e altri gruppi fossili potrebbero essere gli esempi più estremi di cannibalismo galattico, sistemi famelici che non si fermano finché non hanno divorato anche l’ultimo dei propri vicini.

Nell'immagine, catturata con la Advanced Camera for Surveys del telescopio spaziale Hubble nell’estate del 2005, ESO 306-17 appare circondata da altre galassie, ma si pensa che quelle più brillanti, visibili in basso a sinistra, si trovino in realtà in primo piano, ben più vicine a noi. Se è così, ESO 306-17 giace pressoché abbandonata in un enorme mare di materia oscura e di gas bollente, come è stato confermato da studi condotti per mezzo dei telescopi spaziali a raggi X Chandra e XMM-Newton.

Quando si ingrandiscono i dettagli di ESO 306-17, è possibile scorgere deboli ammassi di stelle attraverso la brillante lucentezza del grande alone galattico (così esteso da non essere contenuto completamente nel riquadro osservato da Hubble). Si tratta di ammassi globulari, gruppi di stelle strettamente vincolate dalla gravità, che riescono spesso a sopravvivere al cannibalismo di galassie più grandi e “prepotenti”. Lo studio di questi ammassi circostanti potrà forse consentire di comprendere meglio l'evoluzione che ha condotto ESO 306-17 alla presente solitudine.

Si sta inoltre setacciando lo spazio intorno a ESO 306-107 nella speranza di trovare galassie nane ultra-compatte. Si tratta di versioni "mini" di galassie nane, a cui è rimasto unicamente il nucleo, in seguito all’interazione con galassie più grandi e potenti. La maggior parte delle nane ultra-compatte scoperte finora si trova nelle vicinanze di galassie ellittiche giganti, ma all’interno di grandi ammassi di galassie, non nei pressi di un gruppo fossile.

ESO 306-17 appare per ora come un gigante solitario, che si estende nello spazio per oltre un milione di anni luce. Per confronto, il diametro della Via Lattea è di circa centomila anni luce. Con un diametro dieci volte maggiore e un'alone stellare immensamente più grande di quello della nostra galassia, ESO 306-17 conterrà probabilmente svariati triliardi di stelle. La dettagliatissima immagine di Hubble (di cui è disponibile una versione in formato JPG a piena risoluzione) permette di scorgere un'enorme quantità di ammassi globulari, dispersi nella "nebbia" di stelle che si addensa in ESO 306-17, facendosi via via più sfumata a poco a poco che ci si allontana dal nucleo della galassia. Ma l'immagine di Hubble è straordinariamente interessante anche perché consente di individuare una miriade di altre galassie, ellittiche e a spirale, la maggior parte delle quali ancora più lontane di ESO 306-17. Sono visibili tutt'intorno all'alone della grande galassia ellittica, ma anche attraverso di essa, nei punti in cui la nebbia stellare è meno densa.

I riquadri seguenti presentano l'immagine acquisita da Hubble alla massima risoluzione disponibile, in sedici frammenti ordinati dall'alto in basso e da sinistra a destra.

Cortesia: NASA, ESA, Michael West (ESO)
Cortesia: NASA, ESA, Michael West (ESO)
Cortesia: NASA, ESA, Michael West (ESO)
Cortesia: NASA, ESA, Michael West (ESO)
Cortesia: NASA, ESA, Michael West (ESO)
Cortesia: NASA, ESA, Michael West (ESO)
Cortesia: NASA, ESA, Michael West (ESO)
Cortesia: NASA, ESA, Michael West (ESO)
Cortesia: NASA, ESA, Michael West (ESO)
Cortesia: NASA, ESA, Michael West (ESO)
Cortesia: NASA, ESA, Michael West (ESO)
Cortesia: NASA, ESA, Michael West (ESO)
Cortesia: NASA, ESA, Michael West (ESO)
Cortesia: NASA, ESA, Michael West (ESO)
Cortesia: NASA, ESA, Michael West (ESO)
Cortesia: NASA, ESA, Michael West (ESO)

Cortesia: NASA, ESA, Michael West (ESO)

Riferimenti

Tag: articoli, galassie ellittiche, telescopio spaziale hubble, gallerie, ESO 306-17

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